05 Giugno
PAROLE PESANTI TRA ETICA (E TEOLOGIA), ANTROPOLOGIA ED ESISTENZA. in : “Secondo tempo”, Napoli, 44(2012) Nel suo celebre scritto Il mondo come volontà e rappresentazione, Arthur Schopenhauer nota come “in italiano, compassione e puro amore vengono indicati con la stessa parola: pietà. Senza spingermi molto oltre, vorrei limitare l’indagine sul concetto di compassione, anche per distinguerlo da quello della pietà. Precisando, anzitutto, che si tratta qui di indagine nell’ambito dell’etica filosofica. Compassione e pietà pertanto sono sentimenti – che vengono definiti e descritti concettualmente, senza per questo essere concetti.Definisco provvisoriamente compassione come partecipazione al dolore d’altri; pietà, comevedremo tra poco, è particolare atteggiamento di devozione verso alcuni oggetti o persone. Leggi…
I cittadini della città terrena sono dominati da una stolta cupidigia dipredominio che li induce a soggiogare gli altri; i cittadini della cittàceleste si offrono l’uno all’altro con spirito di carità e rispettano Agostino, De civitate Dei, XIV, 28. Questo breve intervento, dopo quello del prof. Cerone su Cittadinanza e Costituzione, è di profilo etico-sociale, non politico o pedagogico (non immediatamente). Ma l’etica più che mai conosce oggi lo status della certezza, non la pretesa di verità: pertanto si avvisa il lettore che chi ha scritto lo ha fatto anzitutto per se stesso e per chiarire le idee quasi facendo…
Francesco Carbone e Mariangela Neve Allo studio21 di Salerno, via Botteghelle, il 7 settembre 2011 innamorato del vento,/intimorito dal male L’associazione del carbone e della neve risulta evocativa. Allo studio21 di Salerno il 7 settembre gli artisti, compagni nella vita e da tempo associati nelle occasioni pubbliche, ma solo da questa volta insieme ufficialmente, hanno dato luogo all’ultima performance, prima del trasferimento a Berlino. In uno dei volantini disposti per l’occasione alla sede di studio21 si spiega il motivo dell’andare: il senso dell’accresciuta precarietà, in “una terra malata che non fa altro che salutare e abbandonare …” e che finalmente ci…
High fidelity, Kodak è un titolo di un'opera del 1975-76: il titolo è un programma di poetica. Dunque la pittura gareggia con la fotografia nella  riproduzione della realtà? Sì, potrebbe - come è evidente nella perfezione calligrafica, dalla definizione dei corpi dei giocatori, in questa come in altre opere, tratte dallo sconfinato repertorio delle immagini foto-grafiche (di qui l'ironica allusione: kodak). Lo potrebbe, se fosse questo l'intento della pittura.E invece, neanche per sogno! L'arte non è riproduzione della realtà ma ironica presa di distanza, come si mostra dalle figure bianche non finite (cioè non colorate, il non colorato non è più verosimile…
High fidelity, Kodak è un titolo di un'opera del 1975-76: il titolo è un programma di poetica. Dunque la pittura gareggia con la fotografia nella  riproduzione della realtà? Sì, potrebbe - come è evidente nella perfezione calligrafica, dalla definizione dei corpi dei giocatori, in questa come in altre opere, tratte dallo sconfinato repertorio delle immagini foto-grafiche (di qui l'ironica allusione: kodak). Lo potrebbe, se fosse questo l'intento della pittura.E invece, neanche per sogno! L'arte non è riproduzione della realtà ma ironica presa di distanza, come si mostra dalle figure bianche non finite (cioè non colorate, il non colorato non è più verosimile…