Pochi al mondo hanno la distanza di Marcelo.
La sua solitudine, nessuno.
Ha la distanza della sua terra,
parla di vastità e di silenzi.
Solitario e lontano
balla, nel suo livello abissale.
Chiuso come la tenebra, lui
oscuramente conduce,
ma Sabrina danza come la luce
che rischiara
la fantastica notte.

Sabrina Amato e Marcelo Alvarez

Il tango è tutti i modi del guidare e
seguire, in persona.
Tu balla senza imporre.
Offri la tua variabile forma:
adeguarsi senza cedere
è specie della forza

Maria Filali e Gianpiero Galdi

Balli come vivi. Perché apprendi
da chiunque, perché commetti errori e devi
crescere. Ma balli
anche perché
sei capace di tener testa al diavolo.
E mentre vai ti si affacciano figure di tango
come parole di corpo, ci lavori finché sei
stanco morto.

Lorena Tarantino e Giovanni Cocomero

Esegui una figura.
Un passo - s'alza vento sul mare.
Il corpo della danza è vento elementare.

Altro passo,
ogni passo un quarto di luna,
sull'onda della fortuna

Natalia Cristofaro con Pablo Calvelli

Tango è meditazione in veloce sensazione,
raccogliersi e riflettere in azione,
una mente che suscita e provoca una mente,
attesa di figure di risposta,
pazienza che intesse arti d'ascolto,
orgoglio nel confronto

Yanina Quinones e Luciano Neri Piliu

The Body that "I" am and the Body of the Sharing Relationship Tangotherapy Trails                                                                                               By Anna Rita Cerrone* /English translation by Maria Rossi (la versione in lingua italiana in: http://www.carlodilegge.it/tango/100-il-corpo-che-sono-e-il-corpo-della-relazione-percorsi-di-tangoterapia  ) J.P. Sartre (1958) would say that my body is not a body, one of many objects-body, it is irreducibly mine because it’s one and the same with the subject that "I" am. My body is intrinsic to my subjectivity, it is body-subject, it is not just a pattern or something I have: "I am my body". We use to separate body and soul like two autonomous entities, but in this…
  di Anna Rita Cerrone* J.P. Sartre (1958) direbbe che il mio corpo non è un corpo, uno dei tanti oggetti-corpo, esso è irriducibilmente mio perché è tutt’uno con il soggetto che io sono. Il mio corpo è intriso della mia soggettività, è corpo-soggetto, non è solo schema o qualcosa che io ho: “Io sono il mio corpo”. Siamo abituati a distinguere corpo e anima come due entità autonome, ma in questa separazione ci tagliamo malamente in sezioni o parti separate, con il bisturi della nostra mente. Il “corpo vivente e vissuto” esprime l’incarnarsi della coscienza e la coscienza fatta…
04 Giugno
Un vero milonguero desidera morire ballando, è stato detto: ciò si comincia a comprendere quando si intravede in movimento e sentimento (o forse è un inganno?) il senso della musica del tango argentino, ogni musica una interpretazione, con ogni ballerino una diversa interpretazione della stessa musica in ogni diverso momento. Il tango è gioire per una serata in cui il ballo è felice e sempre ispirato, e ne viene soddisfazione senza parole; è anche le donne sedute invano per ore in attesa dell’invito; è il rifiuto della donna, e il timore di sentirsi rifiutato, che l’uomo deve affrontare; è piena condivisione…
Lettera agli amici del tango   Cara amica o amico del tango, credo tu sappia bene di cosa parlo. Lo dico sùbito: a volte, negli ultimi anni, mi sono sentito tradito dal tango come da un amore che si comporti male. Eppure il mio rapporto con il tango, pur essendo sempre complicato e difficile, era sempre un rapporto da innamorato, da entusiasta. Capisci di cosa sto parlando, o sei così fortunato che non ti è mai successo? Riconosci le serate no, incontri deludenti, il rifiuto della donna con cui vuoi ballare, il mancato invito dell'uomo con cui vorresti, il contatto…
05 Maggio
In “Secondo tempo”, Libro XXXV, 2009 (1), Marcusedizioni, Napoli.
Il tango a Salerno, oggi. Breve storia (aggiornato al 2011).      Il tango a Salerno nasce nel 2002, quando alcuni amici decidono di fondare un’associazione, che chiamano Gtango Salerno. Del gruppo originario fanno parte, tra gli altri, Dora Avallone, Franco Falcone, Michele Galdi, Bruno Infante, Marco Nobili, Tony Salerno, Amelia Saggese, Luigi Spinelli e Luca Tateo (cito in ordine alfabetico; spero di non averne dimenticati troppi). Altri si aggiungono poco dopo, come Pierluigi Irace. I primi maestri sono l’argentina Laura Brandi, con Riccardo Antonellini; poi, il napoletano Stefano Dionisi, anche ora sulla breccia in quel di Napoli con la…