L’arte di Valentina Zummo viene inclusa da Rossana Calbi, curatrice della sua mostra allo Studioventuno di Elena Di Legge e Francesco Petrosino a Salerno, nel pop surrealismo “al femminile” italiano e romano (in: www.myspace.com/valentinazummo). Per quel che so del pop surrealismo, e dopo aver parlato con Valentina, mi sembra che la definizione sia del tutto adeguata, per quanto una definizione possa esserlo: tuttavia, siccome la stessa Valentina invita a diffidare delle definizioni non meno di quanto ce ne si debba fidare, e sapendo che la cornice, comunque, non può sostituirsi al quadro, a meno che non lo si decida, naturalmente, riporto qui un…
Non vuol essere certo, questo, un intervento solo tecnico, ma partecipante, né s’intende partecipare solo alle indubbie difficoltà della scuola, ma si vuol condividere quelle di talune famiglie e portare loro, oltre che generica solidarietà, qualche consiglio. Il titolo dell’articolo si pone pertanto dal punto di vista della famiglia (“Nostro figlio deve ripetere l’anno scolastico”) e il sottotitolo anche da quello della scuola (ovvero, qualche considerazione sul fenomeno delle non ammissioni all’anno successivo: “brevi linee per genitori e professionisti di buona volontà”). Il problema, in effetti, viene affrontato prendendo in considerazione i due punti di vista: quello della famiglia e…
06 Ottobre
(Poesia)   A tee a colei che s’avvicina        appartengono i fertili campi del possibile.      Come sabbia, il tempo va:nel mare di silenzio,tra veleni, ti accoglie una tenda. Sei prezioso a te stesso,ma più preziosa è lei, l’ospite rara e vera,se in te s’accampa:  si carica parte del tuo pesosenza che tu lo chieda. La tua saggezzanon eguaglia il suo dono: curala come e più d’ogni parola.Donale sicurezza in cambio del suo fuoco. Lasciale il cielo: lei ti darà una stella.                                27.9.2011   (in: www.orientexpress.na.it)
Onore sta, fin dai testi antichi (Aristotele, p. e., Et. Nic., VIII, 14, 1163b3), ma anche secondo gli autori moderni (Hobbes, Spinoza), per l’attestazione di valore che ci viene attribuita dagli altri. Molti hanno fondato la propria vita sul sentimento dell’onore.  Serve forse appena precisare che l’onore, nel contesto aristotelico, non è una virtù ma una passione, o, nei miei termini, sentimento: ovvero pertiene, si direbbe oggi, alla sfera delle passioni – mentre la virtù che vi corrisponde è, in Aristotele, la magnanimità (Et. Nic., II, 7, 1107b20).    Se si accetta il passaggio, certamente esposto in modo un po’ sommario,…