15 Marzo
(Poesia)   L’uomo di lunga vita dopo l’incontro s’infilò il cappotto e uscì nella strada con calma, presto confuso nella folla, sui porfidi sconnessi della vecchia città.  Nel buio dietro il castello si coricò la luna rossa, una mezza carena di levante.  I ricordi guardavano, aggrappati al sartiame. Egli, di lunga vita, sapeva che avrebbe potuto, ma nemmeno ricambiava lo sguardo.  Gustò una birra con gli amici, al caldo.  Pubblicata in www.orientexpress.na.it 2016
05 Giugno
(Poesia) Versioni della notte    Finestra sulla notte (1)    Notte. Una finestra illuminata. Finestra solitaria, una ferita nel buio.  Luna crescente, vestita di luce d’argento, guarda questa finestra.  La poesia mai scritta non vista nel silenzio ti guarda.                              9.9.2015    Finestra sulla notte (2)    Quando si fece notte nella valle una casa si staccò dal buio per via d’una finestra illuminata.  Poi spuntò la luna crescente e navigava sul villaggio,il cielo fu di cristallo.  – Oh luna, – disse la finestra di fioca luce – splendore del cielo, come sei bella, dev’essere forte la tua fonte, qualunque…
L’arte ad ingresso remoto o specchio del tempo andato? Per la pittura di Elena Di Legge La sera di venerdì 13 novembre Alla sede del FAI - Via Cassavecchia, 50 - Salerno 1) Colpire con il proprio messaggio è l’intento di ogni artista, credo. Le motivazioni di questi accostamenti e di queste … distanze dell’arte di Elena si annidano ovviamente nel vissuto dell’artista, appaiono esistenziali. E comunque si tratta di un ambito in cui, nel momento in cui credo di avere individuato dei nessi, potrei anche essere fuori strada e condotto attraverso la wonderland di una fantasia sbrigliatissima, che appare…
27 Novembre
(Poesia) In diversi tempi, negli anni, parole sono entrate nei vecchi muri come profonde radici.  Grani precipitati a terra da un disastro d’aria, vogliono vivere.  Quando esco per strada in questa città che s’apre verso il mare: è certo, non posso incontrarti.  Fuoco semprevivo, incenso in fondo alle ceneri del tempo.  8.11.2015 pubblicato in www.orientexpress.na.it a novembre 2015
24 Giugno
(Poesia)   Noi siamo come una città: periferie, case basse, orizzonti,viaggiatori e avventura, orientarsi e perdersi.  Siamo storie di persone raccontate da persone, piacere a raccontare, tristezze a ricordare.  Incontrarsi per sempre, vedersi una volta e neanche saperlo, linguaggi che accolgono, linguaggi che combattono, linguaggi che ingannano.  I nostri pensieri sono un’immensa città. Noi siamo pensieri dell’immensa città. Il cielo dei pensieri è un’atmosfera dove nuotano pigramente o guizzano a volte e restano e migrano inquieti migliaia di stormi di milioni di uccelli.  Noi siamo come il centro di un’immensa città, i piani alti della notte illuminati di luce soffusa, sovranità del segreto, appartamenti inaccessibili che sembra custodiscano chi sa quale mistero dell’essere.  Libertà. Verità di nessuno, di grandi strade silenziose…
Un vero milonguero desidera morire ballando, è stato detto: ciò si comincia a comprendere quando si intravede in movimento e sentimento (o forse è un inganno?) il senso della musica del tango argentino, ogni musica una interpretazione, e con ogni ballerino una nuova interpretazione della stessa musica in ogni diverso momento. Il tango è gioire per una serata in cui il ballo è felice e sempre ispirato, e ne viene soddisfazione senza parole; è anche le donne sedute invano per ore, in attesa dell'invito; è il rifiuto dell'uomo da parte della donna, e il timore di sentirsi rifiutato, che l'uomo…