30 Settembre

Alle radici del nostro agire. Emozioni, motivazione, libero arbitrio. Biblioteca Comunale di Nocera Inferiore, 4 giugno 2017

Alle radici del nostro agire.

Emozioni, motivazione, libero arbitrio.

 

Biblioteca Comunale di Nocera Inferiore, 4 giugno 2017

 

Note - Idea di raccordo tra campi

Il neurologo, lo psicologo, il filosofo, cercano sulla stessa cosa.

La sostanza oggetto del cercare è una.

I modi di cercare sono molti e diversi.

Il neuro scienziato guarda ai microprocessi del SNC in termini di relazioni lineari o complesse, anche di cause/effetto (modello behaviorista).

 Lo psicologo e lo psichiatra si rappresentano una concezione (anche) integrata dei rapporti cervello/mente, con relativi processi, ai fini della diagnosi e della terapia.

Il filosofo che se ne occupi, in modo affine, pensa nella dimensione dei concetti emotivi che danno senso alla nostra esistenza.

Se l’oggetto della ricerca è (in qualche modo) lo stesso, allora ci si può intendere. Ma non bisogna confondere i modi e i livelli diversi di cercare con l’oggetto che si indaga. Si potrebbe dire, con terminologia un po’ antica, che la sostanza del mondo è una. Oppure che si sta cercando sull’apparire del mondo.

Prima delle relazioni: breve chiarimento sui termini in gioco – emozioni, motivazione e libero arbitrio.

Parliamo un linguaggio che si possa intendere con qualche facilità, senza impelagarci nelle definizioni e nelle differenze.

A mio avviso, si può senza dubbio parlare di emozioni; si può parlare di mkot9ivazione con qualche difficoltà, distinguendola dall’emozione; molto difficile risulta parlare di libero arbitrio, almeno nel senso classico del termine.

Le emozioni, che descrivo per come si presentano (per l’apparire), sono: un sentire che presto si “riveste” di pensiero.

La motivazione è quel “processo” che, descritto come relativo a bisogni (Maslow 1954), può portarmi a un cambiamento nella mia vita.

Ma anche, secondo tradizione, è difficile distinguere la motivazione dalle emozioni, nel senso che ogni emozione può essere motivante e ogni motivazione viene sostenuta, soprattutto ai livelli superiori descritti da Maslow, da un sentire, o emozione.

Ciò detto, il discorso non è nemmeno aperto, ma lo faranno, ognuno a suo modo, e senza pretese di chiuderlo, coloro che adesso parleranno.

La questione della decisione come libera scelta, infine, portata dalla tradizione metafisica dell’Occidente, è quantomeno discutibile. Ma si tratta, in realtà, del problema della libertà, che non necessariamente si risolve se si chiama in causa in libero arbitrio, se non in una chiave di pensiero intellettualistica.

Forse talvolta ci sembra di decidere, ma abbiamo in realtà deciso già prima, senza che ce ne rendiamo conto, e la ragione ha poco a che fare nella decisione.

Ciò non sembrerebbe così drammatico, e, a mio avviso, non farebbe che situare altrove – rispetto al presunto ruolo della ragione o intelletto – il motore delle nostre direzioni, che diverrebbero imponderabili e perciò imprevedibili.

Forse allora la libertà si deve non alla ragione ma ad altro, al complesso Sé che ognuno è.

O anche si potrebbe sostenere che, quando le condizioni dell’azione sono mature, non v’è più la scelta, che sembra implicare conflitto, ma v’è libera decisione senza scelta.

Insomma, la mente sembra essere sempre sorprendente, ma, che essa coincida con il cervello o no (direi almeno: con tutto il corpo e nella sua interazione con l’esterno), è certo che le sue possibilità siano state esplorate solo in minima parte.

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