Pochi al mondo hanno la distanza di Marcelo.
La sua solitudine, nessuno.
Ha la distanza della sua terra,
parla di vastità e di silenzi.
Solitario e lontano
balla, nel suo livello abissale.
Chiuso come la tenebra, lui
oscuramente conduce,
ma Sabrina danza come la luce
che rischiara
la fantastica notte.

Sabrina Amato e Marcelo Alvarez

Il tango è tutti i modi del guidare e
seguire, in persona.
Tu balla senza imporre.
Offri la tua variabile forma:
adeguarsi senza cedere
è specie della forza

Maria Filali e Gianpiero Galdi

Balli come vivi. Perché apprendi
da chiunque, perché commetti errori e devi
crescere. Ma balli
anche perché
sei capace di tener testa al diavolo.
E mentre vai ti si affacciano figure di tango
come parole di corpo, ci lavori finché sei
stanco morto.

Lorena Tarantino e Giovanni Cocomero

Esegui una figura.
Un passo - s'alza vento sul mare.
Il corpo della danza è vento elementare.

Altro passo,
ogni passo un quarto di luna,
sull'onda della fortuna

Natalia Cristofaro con Pablo Calvelli

Tango è meditazione in veloce sensazione,
raccogliersi e riflettere in azione,
una mente che suscita e provoca una mente,
attesa di figure di risposta,
pazienza che intesse arti d'ascolto,
orgoglio nel confronto

Yanina Quinones e Luciano Neri Piliu

04 Giugno

XI lettera, Il tango tradisce eppure non può tradire

Lettera agli amici del tango

 

Cara amica o amico del tango, lo dico sùbito: a volte, negli ultimi anni, mi sono sentito tradito dal tango come da una persona vicina che si comporti male. Eppure il mio rapporto con il tango, pur essendo sempre complicato e difficile, era sempre un rapporto da entusiasta.

Capisci di cosa sto parlando, o sei così fortunato che non ti è mai successo?

Riconosci le serate no, incontri deludenti, il rifiuto della donna con cui vuoi ballare, il mancato invito dell'uomo con cui vorresti, il contatto con chi non vorresti, le insistenze, la maleducazione, le scorrettezze, gli accidenti nella coppia e con altre coppie, i maestri improvvisati e incompetenti, nevrotici o nevrotizzati, i piccoli imbroglioni attenti al centesimo, il negativo che viene dall'esterno, oltre quello che viene da te, ovviamente?

Qui posso fare poco cioè posso evitare fino a un certo punto quel che mi viene da altri ma ho cominciato a guardarmi e a domandarmi, negli ultimi tempi, per vedere almeno quanto fosse mia colpa, se mi sentivo così deluso nelle mie attese. Cominciavo a vedere che il tango, essendo qualcosa di potente, poteva creare illusioni e delusioni. Proprio così: crea successi, talenti, ma anche delusi e padreterni spostati.

E così oggi la vaga domanda che dapprima ho posto a me stesso ha cominciato a prendere forma. È diventata così: – che cosa vuoi tu dal tango veramente, e cosa puoi veramente chiedergli?

Forse te la sei già posta?

A me è tornata un'immagine di qualche anno fa, alla Baldosa, una popolare milonga di Buenos Aires che un amico napoletano esperto mi fece conoscere: un luogo veramente cosmopolita, un grande pavimento rettangolare leggermente sopraelevato e circondato da tavolini, dove tutti sono più vicini a tutti, e tutti ballano con tutti, e s'incontrano insieme i campioni del mondo di anni diversi, e i ragazzi della provincia argentina venuti a divertirsi, quelli della Capital, turisti di tango e ballerini, dalla Grecia al Giappone. Era l'agosto del 2010, andammo là due o tre volte, ma di tutte le conoscenze tanguere il ricordo mi ha portato una ragazza della provincia, credo si chiamasse Ines, che, dopo una bella tanda di milonga, mi salutò con semplicità, dicendomi: – gracias, señor, muy cortés. Ricordo adesso il calore e la tenerezza di quella presenza femminile, la perfetta comprensione dell'alfabeto universale del ballo, il saluto sudamericano lontanissimo e vicino di un persona che, come spesso nel tango avviene, non avrei più rivisto.

Cosa c'entra questo con quel che dicevo?

La risposta alle mie domande – cosa cerchi e cosa puoi veramente volere dal tango – è proprio nella semplicità e nella spontaneità di quella ragazza.

Per dir meglio: lascia che il tango sia importante per te. Il negativo, come sempre, non puoi mai toglierlo del tutto ma puoi accogliere l'armonia, il sentimento elevato.

Al contrario, se qualcuno vuol essere qualcosa di troppo o di sbagliato nella corrente viva del tango, forse si sentirà fuori posto, e se non sarà così può essere anche peggio.

Lo dico prima a me stesso: non lasciar perdere qualcosa di tanto grande, solo per qualche problema che ti porta.

Senza volere altro che la semplicità e la spontaneità, e con una precisazione: si tratta della semplicità e della spontaneità di un'opera d'arte. Immagina: stanno costruendo un'opera d'arte da oltre cent'anni e a cui collaborano, insieme, milioni di artisti di tutto il mondo.

Il tango argentino è quest'opera d'arte collettiva, memoria vivente dei padri, fatta di movimenti e musica.

Ci puoi essere anche tu, è nella natura di ognuno e ogni tango può essere un piccolo capolavoro: dipende da come tu lo ospiti, dalla cura che gli hai offerto: è il risultato di un lavoro di miglioramento.

Perciò, senza spirito di competizione, guarda te stesso, se vuoi guarda i più bravi o forse no, in ogni caso cresci  in semplicità, anche nel tango. Qui non si tratta soltanto di una sola donna, di un solo uomo, è la tua maniera di vivere l'umanità. Dunque ti vengono momenti e sentimenti più grandi di te, e inspiegabili.

10 agosto 2012

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