23 Dicembre

Buenos Aires, Benares In evidenza

Buenos Aires, Benares

Pubblicata online sul numero di "Atelier"  del 14 novembre:

http://www.atelierpoesia.it/portal/it/poesia-it-mul/poesia-italiana-mul/item/917-carlo-di-legge-due-inediti

Invece la traduzione di Buenos Aires, Benares in lingua spagnola mi è pervenuta su facebook, qualche giorno dopo (19 novembre), da:

Centro Cultural Tina Modotti è con Carlo Di Legge.

Autore della traduzione è il poeta, giornalista e traduttore italiano Antonio Nazzaro, di cui l'ultima notizia che ho è che vive a Caracas. Lo saluto e ringrazio.

· 

Buenos Aires, Benares di Carlo Di Legge(Italia)ita/espa

Venivano fuori all’imbrunire, il clochard sotto il
portoncino, e la donna bionda con i bambini,
passavano la notte
sul marciapiede di Corrientes, davanti alla Farmacity
non ancora chiusa.

Questo adesso, che avrei chiamato futuro, come può essere,
e quel tempo, era agosto, ma come poteva.
A due passi c’erano le milonghe del centro e i turisti,
ero uno di loro, in vacaciones de tango.

Le pire a Benares, bruciano i morti, e a quel tempo
le cappelle con le bare, alla Recoleta
di Buenos Aires.

Sulle vie che uso,
qui
si scaraventano le onde silenziose e discontinue del tempo.

E sempre mi stupiscono: il cosiddetto amore,
l’ignoto nella mia ombra, o di chi chiamo simile,

e condivido ogni sorte,
intendo la mansuetudine e i dubbi del giusto,
sto con i corpi profanati o venduti.

Sono quell’uomo braccato, allora come ora,
è il mattino della partenza,
ho un bambino in braccio, chiedo medicine.


*

Buenos Aires, Benares de Carlo Di Legge(Italia)espa/ita

Salían al anochecer, el clochard bajo el
portón, y la mujer rubia con los niños,
pasaban la noche
en la acera de Corrientes, frente al Farmacity
que todavía no ha cerrado.

Este ahora, que habría llamado futuro, cómo puede ser,
y ese tiempo, era agosto, pero cómo podía.
A dos pasos habían las milongas del centro y los turistas,
era uno de ellos, en vacaciones de tango.
Las piras en Benarés, queman los muertos, y en ese tiempo
las capillas con los ataúd, en la Recoleta 
de Buenos Aires.

En las calles que utilizo,
acá
se arrojan las olas silenciosas y discontinuas del tiempo.

Y siempre me sorprende: el dicho amor,
el ignoto en mi sombra, o de quien llamo símil,

y comparto cada fortuna,
entiendo la mansedumbre y las dudas del justo,
estoy con los cuerpos profanados y vendidos.

Soy el hombre perseguido, entonces como ahora,
es la mañana de la partida,
tengo un nuño entre los brazos, pido medicamentos.


Buenos Aires agosto 2010, Benares ottobre 2017,
Nocera Inferiore luglio 2018

Traduzione: cctm   (centro cultural Tina Modotti- v. anche su facebook)
Foto: Carlo Di Legge
http://cctm.website/?s=dicono+di+noi

de Atelier

Letto 373 volte Ultima modifica il Domenica, 07 Aprile 2019 17:38