15 Ottobre

La dipendenza.1 Primo intervento in "Attraverso filosofia e psicologia" alla Biblioteca Comunale "Pucci" di Nocera Inferiore

Nocera Inferiore, 14 ottobre 2016 
Schema del primo intervento tenuto alla Biblioteca Comunale di Nocera Inferiore
nel quadro dell’iniziativa “Attraverso filosofia e psicologia: la dipendenza” 

1) DIPENDENZA: proviamo a “smontare il giocattolo”. Come pensiamo la dipendenza? Il tema del di-pendere si svolge a partire dal senso del termine. Etimologia. Devoto-Oli (845): “rapporto di subordinazione osservato in vari ambiti … ” da cui poi si passa a “incapacità di fare a meno di una persona (d. psicologica) oppure il bisogno incoercibile di un farmaco o di una sostanza … ”. 

Dunque, dipendenza è una modalità della relazione e relazione è fulcro dell’esistenza, e può essere autonoma o dipendente, subordinata, eteronoma. S’intende che allora sarebbe forse possibile non di-pendere ma essere autonomi (auto-nomos)? Oppure la tesi può essere diversa e un certo grado di dipendenza è necessario, o funzionale? E quale sarebbe il meglio? Lo esaminiamo nei due successivi incontri, riferendoci ai temi dell’amore e della felicità.

2) Per pensare la dipendenza nel quadro della relazione si propongono due mediazioni, che cmq sono insieme: IMMAGINE E EMOZIONE/SENTIMENTO 
La vita della mente è costituita da immagini. Cosa è o può essere un’immagine L’idea del cervello e circuiti elettrochimici: Damasio Il sé viene alla mente 2010 (tr. it. 2012). 
L’idea della mente in immagini della filosofia cognitiva: D. Hofstadter e D. Sander Superfici ed essenze 2013 (tr. it. 2015). 

1) Damasio: (87 sgg.) Mappe e immagini: “L’aspetto distintivo dei cervelli come il nostro è la prodigiosa abilità di creare mappe”. “Le mappe vengono costruite quando interagiamo con gli oggetti – per esempio con una persona, una macchina, un luogo …” (88). “Il cervello umano è un cartografo nato e la cartografia iniziò con la mappatura del corpo all’interno del quale esso è collocato”; (88) “ … una volta che le mappe vengono consegnate alla memoria, … diventa possibile pianificare il futuro … ” 
2) Hofstadter: filosofia cognitiva - l’analogia (immagine, concetto, categoria … ) è “il cuore pulsante del pensiero”. 
3) Le psicologie del profondo e le immagini. La filosofia e le immagini: a partire da Platone … Il discorso dell’associazione tra filosofia ed emozioni: immagine ed emozione. Un’immagine è sempre, fin dal suo nascere, accompagnata (tessuta, costituita?) da un’emozione/sentimento. Il problema della qualità delle immagini per la nostra esistenza. Damasio: le immagini non rivestono per l’individuo tutte la stessa importanza. L’intensità dell’emozione serve da marcatore per l’importanza relativa dell’immagine . (223) 

LA RELAZIONE dunque (ad altri; a noi stessi, a cose) è centro motore della nostra vita. MA la relazione è quindi ad immagini più che ad altro/i. Poiché ogni immagine si accompagna con un sentimento, a volte tali sentimenti possono essere negativi. Esempi. L’amore cattivo e perverso, il gioco … CHE RAPPORTO HO IO CON QUESTA IMMAGINE? Dipendenza: non possiamo evitare l’immagine, con i relativi sentimenti, neanche “volendo” . Un aspetto del problema della libertà. Le terapie della parole e della mente, filosofia delle origini inclusa, intendono “elaborare” in positivo il sentimento/immagine e quindi la dipendenza/ l’attaccamento quando questo si riveli dannoso. 

Due ipotesi o provocazioni: 

1) Sarebbe possibile che la vita della mente andasse oltre le immagini, alle cose/persone/se stessi? POSSO AVERE RELAZIONE CON LA PERSONA, cosa, me stesso, e NON CON L’IMMAGINE? E, se fosse, in che ambito ciò sarebbe producente e dove non sarebbe? 

2) Qualcosa ci spaventa, tanto da farci incorrere nell’attaccamento e nella dipendenza? L’esperienza del l vuoto?

Letto 647 volte Ultima modifica il Lunedì, 05 Giugno 2017 14:35