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05 Marzo

6 poesie per ogni tempo In evidenza

                         

 (Dove siamo)

 

1.             Van Gogh

Il cielo notturno che guardi da sempre,

forse c’è un momento in cui sai che non l’avevi mai visto.

Ti avrà trovato una notte stellata del pittore: le stelle

non saranno più punti di luce nell’uniforme buio

ma feste palpitanti e colorate che fanno fiori,

poesie mai pensate prima, che ti confonderanno.

 

La notte sarà blu e indaco, l’azzurro del giorno non è come credevi,

e nemmeno i girasoli, la stanza da letto, le case del paese.

Le tue percezioni dei gialli e dei viola ,

la prima volta possono sembrarti impossibili ma infine no, per niente.

 

E dei volti, che dire. La materia è infinitesimi guizzi di luce

costretti alla forma: tu o intorno a te, è lo stesso, i movimenti

si curvano d’improvviso in una faccia, che ha un nome, un debito

da restituire al niente.

Chi siamo, chi diventiamo – solo  tracce della spietatezza,

che è la bellezza, la forza stessa di accendersi e di vivere una volta.

 

Gli occhi azzurri o verdi, la barba, i lineamenti di un contadino

che fu un uomo come te e può essere un genio, portano sorte e

sortilegio, ti rivelano te stesso.

 

Quando sei davanti a Van Gogh che vive in autoritratto, lui

incrocia il suo sguardo proprio con il tuo, e di nessun altro.

Perentorio come uno schiaffo, misura lo stesso dolore che porti.

                                                                                             Luglio 2021

 

2.              All’alba mi sei venuta in sogno

All’alba mi sei venuta in sogno, s’è aperto un varco

sul tempo sempre fermo.

 

Del traghetto, nemmeno l’ombra. Eri ancora

da questa parte, in migliaia di immagini, davvero non credevo

che tu potessi.

Poi mi sono svegliato, adesso

che non puoi più esserci

ti sento che giri per le stanze.

 

Invece non ho potuto accompagnarti nell’ultima passeggiata

da casa tua per non so dove,  ma c’ero,

in qualche  modo che tu potessi condividere.

 

A volte il sonno tarda, dopo tutta quella spossatezza dell’estate.

Non sapendo di te, una notte

ho camminato sulle strade lerce e graveolenti. Ho sentito

il decomporsi di cose in ruggine e calcinacci, mi stupivo

che tutto lo sgradevole del mondo non lo avessi mai avvertito

prima, non in modo così acuto.

 

Ma tu mi suggerisci che devo ricordarti,

malgrado tutto.

Se per altri sei stata straordinaria, per me fosti di più. Già

basterebbe: perché questo potevamo, noi

insieme avevamo teatri fantastici e colorati, progettammo

viaggi impossibili

e fondammo in aria la speranza.

Tu mi stai dicendo:

ricorda,

è bello e folle pensare a noi due, ancora

una volta,

e sono costretto, col pretesto di rimettere ordine,

a riguardare le nostre

foto, a rileggere i tuoi biglietti.

 

Certo, penso e ripenso qualche tua piccola arroganza,

niente mi bastava,capisco, sembravo ingrato, 

 e, se pure avevo un motivo, adesso

cosa vuoi che conti.

 

No.           Di te, 

nessun dettaglio  ho dimenticato.

Se ci lasci, anche stavolta silenziosa e

spietata,

e per quest’ultima volta    un po' di più

è morire.

 

Il pontile è affollato, il traghetto va e viene,

addio.

La fine, questo così banale nulla, tanto meno per te lo posso credere.

                                                                                                  Ottobre 2021

 

(Cosa speriamo)

 

3.      Tuberosa (borderline)

Dolce fiore,

attraverso le stagioni,

lungo i sentieri altonascosti nell'aria

appari agli occhi come sei,

profumi di bellezza.

 

Sei carne d’un corpo candido e rosa,

il sole splendente ogni giorno per te corre invano,

esiti nella luce, ti apri

solo nell'ombra,

protetto dallo sguardo della luna.

Quando i profumi e i colori dei fiori

seducono il mondo,

bianco nella gloria del bianco, sembri nasconderti,

ma ti mostri alle porte della notte,

oltre le mura dei giardini del sonno,

ed ecco, sei potente.

 

Torna per te il viandante

seguendo orme d'argento

nei deserti abitati dal silenzio.

Fiore lontano, candore oscuro.

Linfa e respiro dei sogni arborescenti.

                                                                                                          Giugno 2021

 

4.                       Semi d’acero

Nei giorni scorsi ho trovato un seme d’acero,

poi altri due, sul balcone,

quasi invisibili, proprio davanti alla porta. Li ho raccolti, ho

ascoltato –

non domandano cibo né bevanda, possono dormire ovunque

nell’inverno, oppure essere distrutti.

 

Ma

devono essere come gli stranieri che vennero alla tenda di Abramo

senza farsi riconoscere, sapevano il futuro, potevano accecare gli uomini, 

distruggere città.

 

Questi non hanno ali d’angelo

ma vele,

ogni seme è incastonato come

uno scafo

dal suono lieve, secco e legnoso

dentro la sottile cartilagine color avorio, ovale

oblunga,

progettata per il volo.

 

Ora sono sul tavolo tra libri e quaderni, e domando loro: da dove venite,

portati dal vento –

dagli alberi qui oltre i cortili o forse da più lontano?

Dicono: noi siamo il messaggio e il suo significato, siamo il piccolo e il grande,

caso, probabilità e

causa di rami, foglie e frutti, e altri semi, nutrimento, ombra e conforto, e nuovi alberi.

Dicono: noi siamo

la fortuna e l’accoglienza, siamo separarsi e

partire, la speranza, i compagni perduti  nel cammino,

siamo      il nuovo      inizio.

 

Domando quale artigiano sappia fare questo,  la forma esatta e singolare,

le diverse qualità, il tempo che è dato a ognuno:                       

offrono  parola e  silenzio,   verità ed  errore.

Dicono –

è tutto insieme,  tu d’improvviso vedi

germogliare piante diverse, ognuna un suo carattere, dove nessuno

le aveva messe.

 

Domando ai visitatori la crescita e il cambiamento, il senso della solitudine

e dell’essere insieme,

del viaggiare e dello stare fermi nel luogo.

Risponde il circolo dell’immenso, che scrive tutte le storie.

 

Ciò che sembra insignificante, dicono, può diventare tutto,

come quei messaggeri che il Signore mandò ad Abramo.

                                                                                                  Ottobre 2021

                  

 

5.                              Isso 333 a. C

                         (Perché leggi la storia)

Il giorno della battaglia, centomila restarono sul campo

e fu segnata la fine dell’Impero.

Poi il giovanissimo condottiero fece visita

alle donne del vinto.

 

Diodoro due secoli dopo riferisce

del rispetto di Alessandro il Grande

per quelle donne, specialmente per la madre di Dario.

Le fonti aggiungono

che, saputa la morte di Alessandro,

presagendo la sventura imminente,

quella donna si lasciò morire.

 

Quando non ti aspetti, tornano sempre figure

di donne. Fin troppo facile, osservare

che gli uomini coinvolti nelle folli passioni

distruggono le vite, mentre le donne creano: anche una donna

a volte conosce la follia.

 

Ma spesso potremmo vedere la grandezza

della più umile madre,

guardando nella nostra vita che nessuno ricorderà; e, anche

se le più antiche testimonianze non fossero vere, resta

che da ogni più nascosto angolo del tempo

qualcosa chiama, qualcosa risponde.

                                                                                                                                 Giugno 2021

 

6.            Se il pensiero sia freddo o profondo

Non so se il pensiero sia freddo o profondo,

se adesso domandassero perché vivo,

potrei dire: vivo per essere libero,

questo mi sembra di saperlo.

 

Ma sei libero? Dicono che non posso.

Eppure, siccome è scritto nel mio nome,

così vivo, in fede del mio nome.

 

Ho seguito una calda stella,

non so di pensieri freddi.

 

Se tu cammini con me,  ti curo,

ma non sono un padrone

che è schiavo del possesso: Gli errori sono tanti,

le intenzioni, generose.

 

Neppure i miei pensieri mi appartengono,

mi sono stati dati perché mi trovano

per un momento,  sono di tutti,

a dir meglio

niente mi appartiene.

 

Conosco pensieri caldi e densi,

non sono profondi ma spaziosi,

non scavano né attraversano,

non badano alla frontiere perché le sorvolano

anche quando sono chiuse.

                                                                                        Gennaio 2022

 

 

 

Letto 267 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Aprile 2022 09:03

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