Parte del Convento, di sant'Andrea Parte del Convento, di sant'Andrea
24 Ottobre

Il Convento di Sant'Andrea In evidenza

Chiesa e Convento di Sant’Andrea

(Per le foto, v. Galleria, Nocera Inferiore)

Queste introduzioni ai monumenti del p"Parco" di Nocera Inferiore, la collina a ridosso del Borgo in cui sono venuto ad abitare, non sono in alcun modo lavori di uno storico, sebbene mi sia occupato anche di storia.

Ma qui si tratta di miei percorsi di conoscenza dei luoghi in cui abito, della cui centralità nella storia dell’Occidente sono rimasto sorpreso. Desidero solo parteciparli a chi sia interessato.

Ringrazio Luigi De Filippo dell’archeoclub di Nocera Inferiore, l’architetto Di Sessa e tutti coloro che si sono prestati a informarmi e aiutarmi nel lavoro. Le foto sono mie.

 Gli errori eventuali sono dovuti alla mia scarsa conoscenza della storia locale; chiunque mi conosca può segnalarmeli.  

 

Sant’Andrea viene fondato da Alfonso Carafa nel 1563. Contiene il sarcofago del duca e la sepoltura della duchessa sua moglie Giovanna Castriota Scanderbeg. La storia del convento parte dalla cappella, attorno alla quale viene costruito il complesso conventuale: ciò avviene per interessamento, appunto, del benefattore duca Alfonso Carafa, che sollecitò e promosse donazioni e donò egli stesso terreni e denaro.

Vennero destinati al Convento i frati minori francescani, anche chiamati cappuccini; è tradizione che il cappuccio del saio di questi frati venne disegnato dalla duchessa moglie del duca Alfonso, che fu eminente personaggio anche nella cultura napoletana del tempo.

I frati stessi costruirono opere a completamento e perfezionamento del complesso conventuale. Nel tempo, il convento si rese promotore di iniziative a sostegno dei poveri e degli ammalati, conobbe periodi di grande attività e di declino, con le soppressioni di ordini e requisizioni effettuate o tentate prima da parte dei francesi e poi dei piemontesi.

Una storia che va insieme a quella del complesso è quella semi-ufficiale dei suoi contenuti, delle tele, delle sepolture, anche illustri, delle loro diverse collocazioni nel tempo. Resta nell’ingresso alla chiesa il sarcofaco del duca Carafa.

Dopo alcuni incerti, con la tentata vendita, e il rischio di finire in mano alla malavita locale, i convento adesso ospita ancora frati missionari.

L’ordine dei pochi monaci presenti è quello dei Cappuccini, frati minori francescani.

Cito i riferimenti contenuti nel testo di a cura di Teobaldo Fortunato, Nuceria, scritti in onore di Raffele Pucci, Postiglione (SA), 2006

Letto 404 volte Ultima modifica il Sabato, 05 Gennaio 2019 11:30