II lettera. Sulla verità dell’abbraccio Cara donna che mi abbraccia per una tanda, sebbene ogni volta tu sia unica e inconfondibile, non hai un volto soltanto ma ne hai diversi. Sei così: una ballerina leggera, quasi una piuma. No, non come l’altra ballerina – certo, quella russa, incontrata a un festival, stupenda ballerina – era come un essere impalpabile, bastava accennare con un dito, una leggera pressione, uno spazio aperto dal movimento e lei andava nel suo modo unico – ma, a differenza sua, tu sei anche corpo e questo si sente: sei spirito perché sei insieme corpo. Quando abbracci,…