Pochi al mondo hanno la distanza di Marcelo.
La sua solitudine, nessuno.
Ha la distanza della sua terra,
parla di vastità e di silenzi.
Solitario e lontano
balla, nel suo livello abissale.
Chiuso come la tenebra, lui
oscuramente conduce,
ma Sabrina danza come la luce
che rischiara
la fantastica notte.

Sabrina Amato e Marcelo Alvarez

Il tango è tutti i modi del guidare e
seguire, in persona.
Tu balla senza imporre.
Offri la tua variabile forma:
adeguarsi senza cedere
è specie della forza

Maria Filali e Gianpiero Galdi

Balli come vivi. Perché apprendi
da chiunque, perché commetti errori e devi
crescere. Ma balli
anche perché
sei capace di tener testa al diavolo.
E mentre vai ti si affacciano figure di tango
come parole di corpo, ci lavori finché sei
stanco morto.

Lorena Tarantino e Giovanni Cocomero

Esegui una figura.
Un passo - s'alza vento sul mare.
Il corpo della danza è vento elementare.

Altro passo,
ogni passo un quarto di luna,
sull'onda della fortuna

Natalia Cristofaro con Pablo Calvelli

Tango è meditazione in veloce sensazione,
raccogliersi e riflettere in azione,
una mente che suscita e provoca una mente,
attesa di figure di risposta,
pazienza che intesse arti d'ascolto,
orgoglio nel confronto

Yanina Quinones e Luciano Neri Piliu

Nora y Juan Carlos Nora y Juan Carlos
21 Ottobre

Il secondo libro di tango: breve introduzione con dedica

Breve introduzione con dedica

 

Credo che queste lettere siano più mature delle precedenti di Sentire il tango argentino (2011) e molto sincere: almeno quanto quelle, spero. Sono passati quasi quindici anni e questo è l'inizio del mio secondo libro di tango, che pubblico solo online per evitare i costi e la fatica di provvedere alla distribuzione: ci sono qui altri quindici anni di tango (con sospensione covid), legga chi vuole.

Non vi si troveranno soltanto le cose "belle" e buone, che, se prese da sole, ispirano l’oleografia un po’ ipocrita del tango, ma anche v'è del brutto e del cattivo, e c'è del male di vivere anche nel tango, perché noi siamo umanità, e parlando di tango sempre di noi si parla.

Ma il libro l’ho dedicato a due che furono eccellenti tra noi, non faccio i nomi se non mi autorizza chi deve, ma li sappiamo: ci hanno lasciato da poco, dopo brevi vite, e all’improvviso. Ho avuto il piacere di conoscerle, sono state (e restano, nel ricordo) l’esempio della fragilità dell'essere umano che ci accomuna tutti, furono la tenerezza e l’ammirazione che ispiravano. Possano essere le loro nitide immagini sempre presenti nelle nostre menti.

Così diverse tra loro in ballo: una agilissima elegante ed essenziale; l'altra, sofisticata, raffinata, sempre pronta a rubare il tempo all’uomo e a dettarlo lei, con i suoi boleos e i suoi adornos. Ho ricordi di entrambe, anche solo per una breve chiacchierata, per qualche attimo insieme, per aver ballato anche in circostanze particolari – p. e. con lei in attesa d’un figlio – e posso dire che il loro sorriso, il loro modo d’essere in milonga e nella vita, ispiravano vicinanza; non rammento, da parte loro, alcuna malevolenza verso gli altri.

Se ne sono andate due signore del tango. Così anche una cara amica, che menzionerò in lettera successiva, ci ha lasciato dopo di loro.

Un motivo in più per apprezzare le donne con cui balliamo, che volentieri rivediamo e che restano tra di noi, in tante, a tenerci gran compagnia. Nel diabolico tango, esistono anche tante cose e tante ottime persone, che vale conoscere, che ci migliorano. Le due amiche furono così.

Ai loro compagni e nostri amici, un affettuoso pensiero. (Ottobre 2025)

Letto 476 volte Ultima modifica il Lunedì, 10 Novembre 2025 08:52