Lettera 4. Lettera del "tanguero" qualunque (2018)
Da tempo non vado al tango con altri, come vado da solo ai reading di poesia.
Ho amici ovunque nel tango di questa regione, molti maestri e gestori di milonga della mia generazione mi conoscono.
Ma adesso sto frequentando solo un paio milonghe, un po’ distante da Napoli, che qui è la capitale del tango, almeno nella nostra regione, e da Salerno, dove ho appreso per la maggior parte del tempo.
Forse ballare come se si dicesse una poesia? Non so, qualche volta sento di ballare in modo ispirato, come si dice, può dipendere da me, dalla donna, dalla musica, da tante cose.
Cos’ha in comune il tango con la poesia? Mi vengono in mente due aspetti, subito, poi a pensare anche questi due ne verrebbero fuori tante cose. Uno, il tango è musica e dunque ritmo, come lo è la poesia. Secondo, il tango è insieme, come lo è la poesia. Sono soltanto appunti ma non ho dubbi su questi aspetti anche se occorrerebbe parlarne. Ma non è meglio che chi vuole ci pensi, per vedere se è d’accordo o meno?
Torno al tango. Cerco sempre di fare qualcosa di “intimo intenso improvvisato …”. Ma non è come per un tango qualunque?
Sarebbe davvero una gran cosa, allora, un tango qualunque, un tango “e basta”. Allora così vorrei, il mio tango sarà il tango di un tanguero qualsiasi, questo mi piace.
Non il tango migliore del mondo, questo che voglio ballare con te, bensì un tango specialmente con te. Perché, per quanto possiamo competere con noi stessi, per quanto molti, almeno in un periodo della loro vita di tango, vogliano diventare o credano di essere i migliori ballerini del pianeta, una tanda è sempre tango che va a confondersi tra le infinite cose del mondo; e questo tango sarà una gran cosa, nella trama infinita del tempo, se qualcuno si ricorderà di un abbraccio di tango.
Perché poi un tango dovrebbe essere eccellente? Il mio tango è quello di chiunque voglia ballare con me, senza farsene un problema. Di chiunque sia disposta, eventualmente, a volere il mio abbraccio. Eccellente è questo, non la qualità tecnica del tango. Eccellente, dicono, è l’abbraccio.
Un uomo di tango qualunque trova o viene trovato da una donna che voglia ballare con lui, e in quei dieci minuti qualcosa di buono passa tra di loro, diciamo tra il femminile e il maschile o semplicemente tra la donna e l’uomo. Poi, di solito, basta. Il tango lo dovremmo sentire la donna e io, che stiamo ballando, e questo è il tango, la sua poesia.
Vado al tango un po’ controvoglia, a volte, ma torno sempre bene, ricaricato, come si dice. Il femminile è sempre potente, voglio dire il mio incontro con il femminile.
La donna può essere anche una principiante, non me ne preoccupo perché so che anche con una donna qualunque la tecnica conta meno, quando si balla non è questione di trovare difetti proprî o dell’altro, ci sarà il momento per pensarci forse, volendo; ma contano l’intimità, l’intensità, l’improvvisazione. La semplicità di cuore. Anzi alcune belle sorprese possono venire nella riuscita del tango quando meno ce lo si aspetta.
