Pochi al mondo hanno la distanza di Marcelo.
La sua solitudine, nessuno.
Ha la distanza della sua terra,
parla di vastità e di silenzi.
Solitario e lontano
balla, nel suo livello abissale.
Chiuso come la tenebra, lui
oscuramente conduce,
ma Sabrina danza come la luce
che rischiara
la fantastica notte.

Sabrina Amato e Marcelo Alvarez

Il tango è tutti i modi del guidare e
seguire, in persona.
Tu balla senza imporre.
Offri la tua variabile forma:
adeguarsi senza cedere
è specie della forza

Maria Filali e Gianpiero Galdi

Balli come vivi. Perché apprendi
da chiunque, perché commetti errori e devi
crescere. Ma balli
anche perché
sei capace di tener testa al diavolo.
E mentre vai ti si affacciano figure di tango
come parole di corpo, ci lavori finché sei
stanco morto.

Lorena Tarantino e Giovanni Cocomero

Esegui una figura.
Un passo - s'alza vento sul mare.
Il corpo della danza è vento elementare.

Altro passo,
ogni passo un quarto di luna,
sull'onda della fortuna

Natalia Cristofaro con Pablo Calvelli

Tango è meditazione in veloce sensazione,
raccogliersi e riflettere in azione,
una mente che suscita e provoca una mente,
attesa di figure di risposta,
pazienza che intesse arti d'ascolto,
orgoglio nel confronto

Yanina Quinones e Luciano Neri Piliu

30 Marzo

Il secondo libro di tango, VI lettera. Ballare la musica, 1

Lettera 6 - Ballare la musica, 1

Mentre siamo in ballo, circola nella coppia una corrente che asseconda la musica, interpretandola. Si tratta di un momento in cui si capisce cosa può essere il tango. Ci si muove insieme morbidamente oppure in velocità. A volte ci si ferma con l’arresto della musica, un attimo, perché lo suggerisce la stessa musica o comunque perché troviamo motivo di una pausa, ma l’intensità continua a circolare.

Sento stavolta di ballare secondo ritmo, altra volta secondo musica. Dovrebb’essere evidente la differenza: alcuni modi di sentire il tango al momento, esigono ora questo, ora quello, come variazioni nel corso d’uno stesso tango. Non dipende solo dal pezzo musicale, dipende anche da chi balla. In ogni caso si tratta di sentire il tango ancor meglio e di continuo ci si prova, perché il tango non è soltanto illuminazione, che (dicono) ti tocca in certi momenti: occorre anche fare un percorso e, magari, ci si ritrova a inventare e a scoprire. Ma si tratta di improvvisazione.

I maestri, anche dopo anni, hanno cercato d’insegnare prima a ballare con il ritmo il che vuol dire con i tempi giusti, seguendo la battuta, la frase, il periodo musicale. E vedo chiaramente, dopo tanti anni di tango, che ballare con la musica (nel senso che ho appena detto: a ritmo) sia una cosa sola con la consapevolezza corporea che interessa la coppia che si forma di volta in volta, il due, non soltanto il singolo. Certo che il movimento viene indotto da chi guida, in genere l'uomo; ma anche la capacità di lei decide. Voglio dire che la donna può, come minimo, inserire nel movimento dei due pause e attese dovute ai suoi movimenti – p. e. il voleo o boleo, l’adorno – e nel caso può darsi che l’uomo debba ascoltare, fermarsi e lasciare che lei compia il suo movimento, attendere la frazione necessaria di tempo, riprendere quando è opportuno. 

In milonga non si balla perché si è letto qualche manuale di musica per tangueri, e quindi perché si conosce la differenza tra il ritmo, la melodia, eccetera (qualcuno fa anche la differenza con il tempo dato dalla voce del cantante, che darebbe un terzo modo di ballare).

Non credo che il buon milonguero debba saper ballare il tango secondo i rituali tempi della frase, come l'otto eccetera, con tutte le varianti che questa regola generale può presentare, contando le frasi e ripetendo per l’opportuno numero di volte, quante ce ne vogliono per fare un periodo (in genere, 4 frasi) e poi l'intero tango composto di "n" periodi. Cioè non credo che il buon ballerino di tango sia bravo solo perché conosce la teoria della musica: ma lo è quando, pur conoscendola, se n’è dimenticato. In questi anni inoltre ho visto ottimi ballerini che vanno ad istinto e orecchio, come si dice.

Hanno il tango dentro: in milonga puoi ballare benissimo se hai “orecchio” ma sai ben poco, può capitare, di teoria musicale o di teoria musicale del tango.

Di solito è vero. Se sei un musicista o sai di musica perché suoni e componi, in genere, ti trovi molto bene anche nell’interpretare ballando, lo vedo, perché … sai come muoverti in musica ed espressione del corpo. Non ho visto un solo musicista ballare male, se davvero era un musicista, anche se da tanguero aveva un repertorio di pochi passi. Ballare, dicono, non è questione di quanti "passi" hai in memoria. Ha ragione chi lo dice: non solo un musicista balla quasi naturalmente (un artificio che sa di natura, si direbbe) ma anche uno che balla senza essere un esperto di musica.

Letto 104 volte Ultima modifica il Domenica, 05 Aprile 2026 21:29