II lettera. Sulla verità dell’abbraccio
Cara donna che mi abbraccia per una tanda,
sebbene ogni volta tu sia unica e inconfondibile, non hai un volto soltanto ma ne hai diversi.
Sei così: una ballerina leggera, quasi una piuma. No, non come l’altra ballerina – certo, quella russa, incontrata a un festival, stupenda ballerina – era come un essere impalpabile, bastava accennare con un dito, una leggera pressione, uno spazio aperto dal movimento e lei andava nel suo modo unico – ma, a differenza sua, tu sei anche corpo e questo si sente: sei spirito perché sei insieme corpo.
Quando abbracci, sei tutta insieme tu che abbracci, tu sei la donna che mi abbraccia, apri l'abbraccio con delicatezza, cercando di non spostare nulla con la tua calda, attenta vicinanza.
Quando abbiamo ballato ho pensato: vorrei che questo fosse sempre. È vero, nell’arco dei dieci minuti, ogni volta si avverava; e poi non avrebbe avuto un seguito? No, è il tango.
Ma anche se e quando si stabilisce un rapporto e inizia un legame – quante coppie di vita sono nate così, nel tango – la qualità dell’abbraccio iniziale può poi decadere invece che confermarsi, e la magía appannarsi nel tempo. Oppure qualcuno decide che no, non può continuare e il tango si conferma, anche per questa via, in qualche modo, come un sentimento triste. O, ancora, se la verità era nell’abbraccio, cosa vuol dire? Si decide di seguire il suggerimento del tango, ancora una volta ci si crede, sebbene esso possa ingannare – si sente dire che il tango inganna – comunque anche nella vita qualcosa si distrugge, qualcosa si crea. Infine si potrebbe distinguere nettamente tra il tango e la vita, proprio perché si dice che il tango inganna, come se la vita non potesse fare lo stesso.
Io penso come tanti che il tango sia vita, e così l’abbraccio tra donna e uomo: niente di strano, ma può fare effetto ogni volta. E credo infine che l’abbraccio non inganna mai, perché certamente nell’abbraccio si sentono delle cose, e sentire non è ingannevole: è così, sento, lo so e basta, forse.
A proposito dei sessi nel tango, vorrei ripensare qualcosa che scrissi qualche anno fa, nel primo libro, perché il tempo non trascorra invano.
Scrissi che il tango non è sesso. Oggi penso che, dicendo così concisamente, abbia semplificato troppo. So che mi venne dettato da una reazione a certe esagerazioni, a comportamenti che ascolto e vedo, e così ancora penso, ma occorre forse spiegarmi meglio. Escludere il sesso non si può mai, quindi neanche nel tango, e perché si dovrebbe? Ma non è necessario, né è tutto. E so che, nell’abbraccio sincero, ma anche in quello insincero, ci può essere del sesso oppure no. Non si può escluderlo: in tal caso, si vedrà. Può starci, è tra le cose possibili.
Ma volevo dire che, dal momento che il rapporto donna-uomo, tra persone, è molto più ricco e complesso che un rapporto di sesso, di solo sesso, di quelli che si esauriscono nel sesso, per intenderci – allora l’abbraccio tra femminile e maschile può essere di più, molto di più: può includere e figurare un modo compatibile di sentire, pensare e intendere la vita. Ma non l’avevo detto, a suo tempo. Abbraccio vero vuol dire: mi sento così bene con te che vorrei restare sempre con te, ma se io sostituisco vorrei fare sesso con te non è affatto lo stesso.
Nell’abbraccio può esservi di tutto, o tutto o ben poco: e qualche abbraccio non è abbraccio o può funzionare a senso unico, o non funzionare affatto. Ma si dovrebbe dire che un abbraccio indimenticabile tra una donna e un uomo è sempre, perché è stato una volta, e resta. Non accade spesso ma, quando accade, questo può essere anche l’abbraccio del tango. (2016)
(Si chiude qui la prima parte degli inserimenti. Dopo Natale, altre 3-5 lettere sono già pronte, scritte in questi anni, fino a completamento del progetto-libro: 10 lettere in tutto, forse una poesia più due diverse cose, alla fine).
